Lo strano caso dell’“azione colposa seguita da omissione dolosa”. Uno sguardo critico alla sentenza “Vannini”

Alberto Gargani

Articolo

ABSTRACT

Nella sentenza sul noto caso “Vannini”, la Corte di cassazione ha affermato la responsabilità degli imputati per il delitto di omicidio mediante omissione. La condanna si fonda sull’asserita sussistenza di una posizione di garanzia correlata alla violazione del principio del “neminem laedere”, declinato nel contesto “para-familiare”. Tale conclusione si pone in contrasto con il requisito della giuridicità dell’obbligo di impedire l’evento (di cui all’art. 40, c. 2, c.p.), ciò che conferma la tendenza della giurisprudenza a ricostruire la responsabilità omissiva su basi funzionali, fondate sulla “cultura del buon senso”. Il contributo evidenzia i limiti, le contraddizioni e le derive etiche di un tale approccio, proponendo un diverso inquadramento giuridico dei fatti, alla luce dei principi che governano la materia della causalità e del reato omissivo.

SOMMARIO   1. Premessa. — 2. Una sintetica ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria. — 3. Delimitazione dell’indagine. — 4. La responsabilità omissiva impropria attribuita agli imputati dalla S.C. — 5. La singolare posizione ‘para-giuridica’ di garanzia individuata in capo agli imputati. — 6. La ‘degiuridificazione’ della Garantenstellung. — 7. L’eclisse applicativa dell’omissione di soccorso provocata dall’indebita interposizione dell’omicidio mediante omissione. — 8. Conclusioni.

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The strange case of “the imprudent action followed by the willful omission”. Critical remarks on the “Vannini” judgement

ABSTRACT

The Court of Cassation has judged the well-known “Vannini” case, affirming the criminal responsibility of the defendants for murder by omission. The sentence is based on an alleged position of guarantee related to the violation of the principle of “neminem laedere“, placed in the “para-family” context. A conclusion in contradiction with the requirement of the legality of the obligation to prevent the event (art. 40/2, Italian Penal Code), which confirms the tendency of jurisprudence to reconstruct omissive responsibility on a functional basis, in correlation with the “culture of common sense”. The comment highlights the limits, contradictions and ethical drifts of this approach, proposing a different legal classification of the facts, in accordance with the rules governing the matter of causality and omission.

SUMMARY   1. Introduction. — 2. A brief findings of fact and the case summary — 3. The boundaries of the survey. — 4. The criminal liability for omissions of the defendants ruled by the Court of Cassation. — 5. The particular “para-legal” duty of care charged against the defendants. — 6. The “dejuridification” of the Garantenstellung — 7. The eclipse in the application of the hit-and-run/failure to assist crime caused by the improper intervention of the crime of murder by omission — 8. Conclusions.

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