È il testo, corredato di minime note, dell’intervento dal titolo «L’art. 609-bis c.p. tra storia e comparazione» svolto dall’Autore nel webinar del 29 gennaio 2026 «Il tema del consenso nella prospettiva di riforma del reato di violenza sessuale – art. 609-bis c.p.», organizzato dall’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia – Sezione di Firenze, e condiviso dalla Fondazione per la formazione forense dell’Ordine degli avvocati di Firenze.
SOMMARIO 1. Premessa: la “iper-processualizzazione” della fattispecie nella riforma in corso — 2. I principali modelli di repressione della violenza sessuale: il paradigma «modale-coercitivo» ed i suoi sottintesi culturali e processuali — 3. Il modello «consent-based»: varianti estere e contesto domestico — 4. Un primo consuntivo in attesa del completamento della riforma.
Abstract:
Il lavoro muove dalla recente proposta di riforma dell’art. 609-bis c.p., approvata dalla Camera dei deputati, che segnerebbe il passaggio da un modello di codificazione della violenza sessuale c.d. “coercitivo” a quello c.d. “consensuale”. Si è cercato, perciò, di esplorare anzitutto il substrato culturale che ha storicamente alimentato il primo, ma anche le esigenze di natura processuale che esso intendeva valorizzare. L’analisi delle riforme che, sulla base della Convenzione di Istambul, numerosi Paesi europei hanno approvato ha poi dimostrato che il modello “consensuale” può essere in realtà declinato secondo almeno tre varianti, che, a loro volta, riconoscono al consenso o al dissenso della vittima un diverso rilievo e pongono problemi differenti sul piano dell’accertamento probatorio. In conclusione, si rileva come il modello c.d. “dissensuale” sembrerebbe realizzare un ragionevole compromesso tra l’esigenza di salvaguardia la libertà sessuale della persona e quella di “riconoscibilità”, e quindi di prova, della volontà della vittima di aderire o meno all’atto sessuale, nella consapevolezza che, a causa dei limiti che la Costituzione gli pone, il diritto penale non sempre può corrispondere totalmente alle istanze repressive avanzate dalla società.
Parole chiave:
Art. 609-bis c.p. – Modello coercitivo – Progetto di riforma – Consenso – Modelli consensuali – Problematiche
Title:
The ongoing reform of Art. 609-bis of the Criminal Code: between paradigms of incrimination and evidence in Court
Abstract:
The paper begins with the recent proposal to reform Article 609-bis of the Criminal Code, approved by the Chamber of Deputies, which would mark the transition from a so-called “coercive” to a so-called “consensual” model for coding sexual violence. Therefore, we sought to explore, at first, the cultural substratum that historically fueled the former, as well as the procedural needs it was intended to enhance. Analysis of the reforms that numerous European countries have approved based on the Istanbul Convention has demonstrated that the “consensual” model can actually be articulated according to at least three variants, which, in turn, give varying degrees of importance to the victim’s consent or dissent and pose different challenges in terms of evidentiary assessment. In conclusion, it is noted that the so-called “dissenting” model would seem to achieve a reasonable compromise between the need to safeguard the sexual freedom of the person and that of “recognisability”, and therefore proof, of the victim’s will to adhere or not to the sexual act, in the awareness that, due to the limits that the Constitution places on it, criminal law cannot always fully correspond to the repressive demands put forward by society.
Keywords:
Art. 609-bis of the Criminal Code – Coercitive Model – Reform Project – Consent – Consent Models – Problems
