Il mio corpo è il mio tempio? Il raffronto fra reati sessuali e patrimoniali nell’alveo di una tradizione basata sui diritti umani

Otava Piha

Articolo

SOMMARIO   1. Introduzione. – 2. Alla ricerca di risposte. – 3. Tollerato sino a prova di illiceità. – 4. L’autodeterminazione come elemento agevolante (enabler-autonomy). – 5. Il mio corpo non è il mio tempio. – 5.1. Un concetto lato di proprietà. – 5.2. La condivisione come modello di rapporto patrimoniale. – 5.3. Il valore dell’autodeterminazione patrimoniale. – 6. Distinzioni utili. – 7. Conclusioni.

Il contributo è ora consultabile in Criminalia (2024).

Abstract:

Nonostante recenti riforme volte a ridefinire la violenza carnale mediante il requisito della mancanza del consenso, residuano quesiti pratici circa la regolazione delle diverse forme di aggressione all’autodeterminazione sessuale. Molti contributi dottrinali nell’area di common law hanno ritenuto illuminante quanto più estesa e facilmente accettata sia la tutela dei diritti patrimoniali rispetto a quella dell’autodeterminazione sessuale. Eppure, laddove si fondi la ratio della criminalizzazione nella teorica dei diritti umani tale raffronto appare alieno; la tutela della dignità umana appare separata dalla tutela dei diritti patrimoniali, la cui natura è strumentale. Considerare la violenza carnale una sovversione del nostro diritto di proprietà sul nostro corpo (modello proprietario della violenza carnale) è giustamente ritenuto problematico. L’articolo sostiene che il raffronto fra i reati sessuali e quelli contro il patrimonio non presupponga il modello proprietario, bensì, piuttosto, l’autodeterminazione. Un raffronto basato su tale concetto potrebbe aiutare a risolvere i dilemmi di ordine pratico che affliggono le fattispecie di violenza carnale basate sul consenso senza mancare di rispetto della dignità umana. Simili prospettive appaiono pertanto fruttuose per una ricerca che voglia rimanere nell’alveo di una tradizione basata sui diritti umani.

Parole chiave:

Autodeterminazione – Violenza carnale – Violenza sessuale – Reati sessuali – Reati contro il patrimonio – Dignità


Title, abstract, keywords

Title:

My Body Is My Temple? Comparing Sexual Crimes and Property Crimes in a Human Rights Tradition

Abstract:

Despite recent criminal law reforms to define rape through the lack of consent, practical questions remain about how to regulate different kinds of violations of sexual autonomy. Many common law scholars have found it eye-opening how much more extensive and easily accepted the protection of property rights is compared to the protection of sexual autonomy. But when the rationale of criminalization resides in human rights, such a comparison is alien; protecting human dignity appears separate from protecting instrumental property rights. Considering rape a subversion of our ownership rights to our bodies (the property model of rape) is rightly regarded as problematic. This article argues that comparing sexual crimes and property crimes is not predicated on the property model but rather on autonomy itself. Comparisons based on autonomy could help resolve practical dilemmas of consent-based rape laws while respecting human dignity and thus
be fruitful research pursuits within a human rights tradition.

Keywords:

Autonomy – Rape – Sexual Crimes – Property Crimes – Dignity