Depenalizzazione e “materia penale”. La graduazione delle garanzie tra forma e sostanza

Alberto Gargani

Relazione

È il testo, ampliato e munito di note, dell’intervento svolto a Pisa il 22 marzo 2019, nell’ambito del convegno su “Istanze di deflazione tra coerenza dogmatica, funzionalità applicativa e principi di garanzia”, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e i cui atti sono in corso di pubblicazione per i tipi della Giappichelli editore, Torino.

SOMMARIO   1. Premessa. — 2. Prospettive di inquadramento degli illeciti depenalizzati. — 3. L’indirizzo nominalistico-formale. — 3.1. Depenalizzazione quale strumento di riduzione delle garanzie e di semplificazione dei criteri di accertamento della responsabilità. — 3.2. La diversità e disomogeneità delle due tipologie punitive secondo il risalente indirizzo della C. cost. — 4. L’orientamento teleologico-sostanziale: la connessione genetico-funzionale tra il concetto convenzionale di “materia penale” e le politiche di depenalizzazione. — 4.1. Graduabilità delle garanzie convenzionali? — 5. La problematica coesistenza dei due paradigmi ricostruttivi. — 5.1. L’integrazione di forma e sostanza: l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale. — 5.1.1. La questione dell’applicazione retroattiva della nuova sanzione amministrativa agli illeciti posti in essere sotto la vigenza dell’originaria sanzione penale. — 5.1.2. La retroattività della lex mitior nel diritto punitivo amministrativo. — 5.1.3. Il rigetto di soluzioni generalizzanti e omologanti. — 5.2. La graduale attuazione interna delle garanzie convenzionali inerenti alla “materia penale”. — 6. Statuti garantistici concorrenti. — 7. I criteri di modulazione delle tutele tra forma e sostanza. — 8. Gli inevitabili profili di incertezza correlati all’opzione “ponderale”.

Il contributo è destinato alla pubblicazione nel prossimo volume di Criminalia ed è soggetto ai Criteri di peer review ed alle esclusioni dal sistema di valutazione della Rivista.